Come riportato dai media, il Capo negoziatore Livia Leu ha concordato "un'intesa comune" su un pacchetto negoziale nei colloqui esplorativi con l'UE. Si tratta di un compromesso di comodo a spese della Svizzera per quanto riguarda la risoluzione delle controversie, l'adozione automatica delle leggi e l'immigrazione. L'UDC si aspetta che il Consiglio federale smetta di negoziare su questi punti dopo la rottura delle trattative sull'Accordo istituzionale. Deve chiarire finalmente all'UE che non ci sarà alcun tipo di accordo in cui la Svizzera si sottometterà al diritto e ai giudici europei. Alla luce dell'immigrazione record - solo quest'anno arriveranno in Svizzera più di 200.000 persone - la disposizione costituzionale secondo la quale la Svizzera disciplina l'immigrazione in modo indipendente deve essere finalmente attuata. L'UDC esige che il Consiglio federale chiarisca definitivamente la questione e sostituisca la libera circolazione delle persone con una soluzione basata su contingenti e quote massime. La posizione dell'UDC resta invariata e chiara: - L'indipendenza della Svizzera non è negoziabile;
- Nessun accordo che preveda l'adozione automatica e obbligatoria (dinamica) del diritto europeo e la risoluzione delle controversie davanti alla Corte di Giustizia europea;
- Nessuna conversione del cosiddetto miliardo di coesione, finora volontario, in una tassa d'accesso al mercato europeo da versare regolarmente;
- L'immigrazione deve essere gestita in modo indipendente, nell'interesse del nostro Paese.
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