mercoledì 23 novembre 2022

Editoriale di Marco Chiesa

 

Editoriale

UDC Svizzera
23. novembre 2022

  

Legge divoratrice di elettricità:
firma subito il referendum! 

Firma subito il referendum!


Editoriale di Marco Chiesa,
Presidente del partito e Consigliere agli Stati,
Ruvigliana (TI)

Ancora meno elettricità ed esplosione dei costi. Ecco cosa porterà la nuova legge sulla protezione del clima. Contribuite a fermare questa follia rosso-verde e firmate subito il nostro referendum! 

Siamo nel bel mezzo di una grave crisi energetica. Abbiamo troppo poca elettricità, il che comporta un aumento massiccio dei prezzi. Questi costi aggiuntivi gravano soprattutto sulle economie domestiche più svantaggiate, sugli inquilini e sulle famiglie.

Nonostante ciò, in autunno la maggioranza di centro-sinistra in parlamento ha approvato una "legge per la protezione del clima", che di fatto vuole vietare il gasolio da riscaldamento, la benzina, il diesel e il gas. Si tratta di circa il 60% del nostro attuale fabbisogno energetico. Guidare un'auto e riscaldarsi sarà possibile solo con l'elettricità. Ma ogni termopompa in più, ogni auto elettrica in più comporta una maggiore domanda di elettricità.

È una pia illusione pensare di poter soddisfare il fabbisogno di energia elettrica con l'energia solare. In inverno, quando abbiamo bisogno di più energia, il fotovoltaico fornisce troppo poca elettricità. Allo stesso tempo, le organizzazioni ambientaliste rosso-verdi bloccano da vent'anni l'innalzamento della diga del Grimsel. Nel 2019 è stata spenta la centrale nucleare funzionante di Mühleberg, che produceva tanta elettricità a zero emissioni di CO2 quanta ne serve alle FFS in un solo anno. Dal 2000 in Svizzera ci sono circa 1,4 milioni di persone in più solo grazie all'immigrazione. Le conseguenze che ne derivano per la natura e il consumo energetico restano in gran parte sottaciute.

Costi per centinaia di miliardi di franchi
Il centro-sinistra vuole raggiungere l'obbiettivo delle "zero emissioni" entro il 2050, senza però avere un piano su come produrre una quantità sufficiente di elettricità economica e al contempo indipendente. I costi di questa follia sono immensi: ammontano ad almeno 347 miliardi di Franchi!

I proprietari di case e gli inquilini, i conducenti di auto, camion e moto, le famiglie, gli imprenditori - in breve, tutti noi - saranno chiamati alla cassa!

Misure statali di rieducazione
La nuova legge sulla protezione del clima è però anche dannosa in termini di democrazia e minaccia la nostra democrazia diretta, poiché renderà applicabili misure estreme senza alcun diritto di codecisione. Il Consiglio Federale potrà imporre autonomamente delle normative - ad esempio, relative all’isolamento delle facciate e dei tetti delle vecchie case. Oppure ordinanze vincolanti che impongano di dotare tutti i tetti delle abitazioni di impianti fotovoltaici. O il divieto generale dei motori a diesel e a benzina. Tutto ciò mina il federalismo e strangola la nostra democrazia diretta. Non avremo più la possibilità di esprimerci in merito!

Dobbiamo fermare questa follia alle urne. Pertanto, vi invito a sottoscrivere oggi stesso il nostro referendum e a far sì che anche il maggior numero possibile di persone della vostra cerchia personale di conoscenti facciano altrettanto!

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Il popolo deve avere l'ultima parola! Editoriale di Piero Marchesi UDC Svizzera 26. ottobre 2022

 

Editoriale

UDC Svizzera
26. ottobre 2022

  




Editoriale di  Piero Marchesi,
Consigliere nazionale , Monteggio (TI)

Il popolo deve avere l'ultima parola!

La legge sulla protezione del clima approvata dalla maggioranza di centro-sinistra in Parlamento è veleno per il nostro Paese: aggrava la crisi energetica, fa esplodere i prezzi e costa centinaia di miliardi di franchi. È assolutamente necessario che i cittadini abbiano l'ultima parola su questo argomento. Ecco perché anche voi dovreste firmare il referendum!

Firma subito il referendum!

Rischiamo di restare senza elettricità, con conseguenze drammatiche per tutti i cittadini in Svizzera. Il motivo non è la guerra in Ucraina, ma la fallimentare politica energetica dei rosso-verdi. Invece di fare tutto il possibile per garantire una quantità sufficiente di elettricità a prezzi accessibili, la maggioranza di centro-sinistra in Parlamento, accecata dall'ideologia, continua il suo volo alla cieca in ambito energetico. Nella sessione autunnale, il PS, i Verdi, il Verdi liberali, il Centro e il PLR hanno deciso, con la nuova legge sulla protezione del clima, che la Svizzera dovrà avere zero emissioni di gas serra entro il 2050. Questo obiettivo può essere raggiunto solo con drastiche misure di rieducazione e con il divieto di utilizzare combustibili fossili come olio da riscaldamento, benzina, diesel e gas.

Il 60% dell'energia consumata oggi in Svizzera è generata da combustibili fossili. In caso di divieto, il riscaldamento e la guida saranno possibili solo elettricamente. Questo significa: un aumento massiccio della domanda di elettricità e dei costi. Il paesaggio verrà tappezzato di pannelli solari e turbine eoliche. Tuttavia, l'elettricità non sarà sufficiente nei freddi e bui mesi invernali. Luce, riscaldamento e mobilità diventeranno un lusso per i soli ricchi.

Ma questo non riguarda l'allucinata gauche caviar e i Verdi paternalisti che siedono in Parlamento. Al contrario: si stanno facendo passi da gigante per andare verso un'eco-dittatura. La loro pericolosa legge sulla protezione del clima conferisce infatti al Consiglio federale una sorta di "procura generale". Può imporre in totale autonomia le misure più estreme: vietare i viaggi aerei, limitare il consumo di carne e obbligare ad attuare costose ristrutturazioni della propria casa, con una spesa stimata di almeno 347 miliardi di franchi svizzeri. Ancora una volta, a pagare sarà il laborioso ceto medio.

Noi dell'UDC crediamo che sia il Popolo, e non un'élite di centro-sinistra in seno al Parlamento Federale, a dover votare e decidere in merito a una legge di così ampia portata. Ecco perché abbiamo indetto il referendum. Vi invito a firmare il modulo referendario allegato e a permettere a noi svizzeri di decidere per noi stessi.

Firma subito il referendum!
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Il Consiglio federale ha dato il via libera a un ulteriore afflusso incontrollato di richiedenti asilo

 

Comunicato stampa

UDC Svizzera, 10 novembre 2022
  

Il Consiglio federale ha dato il via libera a un ulteriore afflusso incontrollato di richiedenti asilo

Oggi, il Consiglio federale ha deciso di prolungare di un anno lo statuto di protezione S per i rifugiati di guerra provenienti dall’Ucraina, fino a marzo 2024. Il pretesto della pianificazione della sicurezza e il riferimento all’UE non sono altro che un nuovo cedimento dinanzi a Bruxelles e alla sua fallimentare politica di asilo. La decisione aiuta unicamente i giovani di tutto il mondo che attraversano l’Europa e presentano domanda di asilo dove a loro meglio aggrada. Il Consiglio federale ha abbandonato la difesa degli interessi degli svizzeri.

Nel mese di agosto, il Consiglio federale ha risposto alla mozione del gruppo parlamentare dell’UDC “Procedura d’asilo regolare invece che statuto di protezione S per le persone provenienti dall’Ucraina occidentale, centrale e settentrionale”, affermando che “l’attuazione proposta di procedure d’asilo regolari per le persone provenienti da alcune regioni dell’Ucraina, attualmente libere dalla guerra, porterebbe inoltre a un sovraccarico della procedura d’asilo e quindi sarebbe in contrasto con l’obiettivo dello statuto di protezione S di alleggerire le procedure d’asilo”.

Negli ultimi mesi, le richieste di statuto di protezione S sono state meno frequenti. Invece, c’è una grande corsa di giovani uomini che arrivano in Europa con bande di contrabbandieri da tutto il mondo e scelgono liberamente un Paese dell’area Schengen per richiedere asilo. Il sistema Schengen, compresa la salvaguardia delle frontiere esterne, non vale la carta su cui sono scritte le sue norme di attuazione. Sembra che a causa della sua inazione inerme nei confronti di questo afflusso illegale di richiedenti asilo, la Consigliera federale Keller-Sutter voglia continuare a mantenere lo statuto di protezione S come misura precauzionale temporanea.

Il fatto che i centri di asilo siano di fatto pieni ovviamente non preoccupa la Consigliera federale responsabile Keller-Sutter. Lei si limita a passare i migranti richiedenti l’asilo ai Cantoni. Laddove si devono aprire strutture di protezione civile, chiudere palestre per le scuole e lo sport e – se il flusso di migranti economici non si placa definitivamente – costruire insediamenti con container e tendopoli.

Solo quest’anno, il nostro piccolo Paese crescerà di oltre 200.000 persone. La metà di loro vivrà a spese della popolazione svizzera che lavora e paga le tasse. L’esperienza dimostra che per i beneficiari di protezione, il tasso di assistenza sociale è del 90%, per i rifugiati dell’85% anche dopo 5 anni di permanenza in Svizzera. Ancora una volta, è il ceto medio che lavora duramente a dover pagare.

L’UDC esige quindi che:

  • che lo statuto di protezione S sia scorporato. Per i nuovi arrivi, deve essere applicata nuovamente la procedura di asilo regolare. Questo ripristinerebbe finalmente il principio di Dublino, che è stato minato per mesi;
  • che i richiedenti asilo respinti debbano lasciare immediatamente il Paese. Le ammissioni provvisorie non siano più concesse;
  • che i programmi di reinsediamento vengano interrotti immediatamente;
  • basta con lo statuto di rifugiato per i migranti economici e i turisti dell’asilo;
  • che l’attuale sistema-asilo, fallito e obsoleto, venga riconsiderato integralmente.
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martedì 22 novembre 2022

Nessun compromesso di comodo: urge finalmente chiarezza nei confronti dell'UE

 

Nessun compromesso di comodo: urge finalmente chiarezza nei confronti dell'UE

L'UDC respinge ulteriori colloqui esplorativi con l'UE in vista di un pacchetto negoziale. Dopo la rottura dei negoziati sull'accordo istituzionale, è necessario fare finalmente chiarezza nei confronti dell'UE: l'indipendenza della Svizzera non è negoziabile. Ciò significa nessun giudice straniero e nessuna ripresa automatica del diritto europeo. Il nostro Paese non pagherà alcuna tassa d'accesso al mercato e l'immigrazione deve finalmente essere gestita in modo autonomo, in conformità al mandato costituzionale.  

Come riportato dai media, il Capo negoziatore Livia Leu ha concordato "un'intesa comune" su un pacchetto negoziale nei colloqui esplorativi con l'UE. Si tratta di un compromesso di comodo a spese della Svizzera per quanto riguarda la risoluzione delle controversie, l'adozione automatica delle leggi e l'immigrazione.

L'UDC si aspetta che il Consiglio federale smetta di negoziare su questi punti dopo la rottura delle trattative sull'Accordo istituzionale. Deve chiarire finalmente all'UE che non ci sarà alcun tipo di accordo in cui la Svizzera si sottometterà al diritto e ai giudici europei.

Alla luce dell'immigrazione record - solo quest'anno arriveranno in Svizzera più di 200.000 persone - la disposizione costituzionale secondo la quale la Svizzera disciplina l'immigrazione in modo indipendente deve essere finalmente attuata. L'UDC esige che il Consiglio federale chiarisca definitivamente la questione e sostituisca la libera circolazione delle persone con una soluzione basata su contingenti e quote massime.

La posizione dell'UDC resta invariata e chiara:

  • L'indipendenza della Svizzera non è negoziabile;
  • Nessun accordo che preveda l'adozione automatica e obbligatoria (dinamica) del diritto europeo e la risoluzione delle controversie davanti alla Corte di Giustizia europea;
  • Nessuna conversione del cosiddetto miliardo di coesione, finora volontario, in una tassa d'accesso al mercato europeo da versare regolarmente;
  • L'immigrazione deve essere gestita in modo indipendente, nell'interesse del nostro Paese.
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sabato 19 novembre 2022

Neutralità: è ora di correggere la rotta

 

In poco meno di un anno, Consiglio federale e Parlamento hanno rottamato la nostra storica neutralità. Il nostro Paese ha aderito, senza batter ciglio, alle sanzioni decretate dall’Unione europea. È la prima volta che la Svizzera muove una guerra economica nei confronti di uno dei due Paesi in conflitto.

Non fatevi ingannare: il previsto trattato con l’UE significa la totale sottomissione della Svizzera all'UE!

  12.03.2024 Comunicato stampa dell'UDC Svizzera Non fatevi ingannare: il previsto trattato con l’UE significa la totale sottomissione d...